Il 28° regime europeo: completare il mercato unico

Le leggi societarie frammentate dell'UE ostacolano la crescita e gli investimenti. Il 28° regime proposto offrirebbe un quadro facoltativo a livello europeo per semplificare le attività transfrontaliere, ridurre i costi e sostenere la crescita, preservando al contempo la sovranità nazionale.

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28th regime European union initiative for startups

Il mercato unico europeo è la sua più grande risorsa economica, ma rimane profondamente frammentato da un mosaico di 27 legislazioni societarie, sistemi fiscali, regimi contabili e norme sul lavoro. Questa frammentazione aumenta i costi di conformità, crea incertezza giuridica e limita la crescita, con effetti particolarmente evidenti per le PMI, le start-up e le scale-up.

Per affrontare queste sfide, la Commissione europea sta sviluppando un “28° regime”: un quadro giuridico unificato e facoltativo che opera parallelamente ai sistemi nazionali. Il suo obiettivo è chiaro: offrire alle imprese un contesto giuridico semplificato e prevedibile per operare in tutta l’UE, senza sostituire le leggi nazionali.

Motivazioni e progettazione

Le promesse del 28° regime sono significative, ma il suo successo dipende da un’attenta progettazione. Le questioni chiave includono l’entità dei potenziali guadagni economici derivanti dalla riduzione dei costi di transazione e di conformità, la sua efficacia nel sostenere le PMI e attrarre investitori internazionali e il modo in cui affrontare le legittime preoccupazioni relative alla sovranità nazionale e alla concorrenza normativa.

Le lezioni apprese dalle iniziative passate suggeriscono che l’ambizione da sola non è sufficiente. Un 28° regime credibile deve soddisfare tre condizioni fondamentali: deve essere volontario per le imprese, obbligatorio per gli Stati membri e chiaramente delimitato per evitare duplicazioni con settori già ampiamente armonizzati a livello UE.

Per massimizzare l’impatto e gestire il rischio, l’iniziativa dovrebbe seguire un’implementazione graduale e progressiva, partendo dal settore in cui i rendimenti economici sono più elevati: il diritto commerciale.

  • Primo livello: un quadro normativo a livello UE per la costituzione e la governance delle società
  • Secondo livello: strumenti facoltativi di coordinamento fiscale per ridurre la complessità transfrontaliera
  • Terzo livello: semplificazione della rendicontazione attraverso un comitato contabile europeo che collabora con le autorità nazionali

Aree più sensibili, come l’insolvenza e il diritto del lavoro, dovrebbero essere prese in considerazione solo dopo che il regime avrà dimostrato un chiaro valore aggiunto.

Contesto politico

Il 28° regime è saldamente radicato nell’attuale agenda politica dell’UE. Le linee guida politiche 2024-2029 della Commissione e la lettera di incarico del Commissario per la democrazia, la giustizia e lo Stato di diritto pongono la competitività e la capacità di espansione al centro dell’azione dell’UE. Il Competitiveness Compass del gennaio 2025 ha annunciato lo sviluppo di un 28° regime per consentire alle imprese innovative di operare secondo un unico insieme facoltativo di norme a livello UE.

Questo approccio è stato approvato dal Consiglio europeo del marzo 2025, che ha invitato la Commissione a proporre un 28° regime facoltativo di diritto societario per sostenere la crescita, in linea con i trattati. Un ulteriore sostegno proviene dalla comunicazione sull’Unione del risparmio e degli investimenti, dalla strategia per il mercato unico e dalla strategia per le start-up e le scale-up, che sottolineano tutte il ruolo del 28° regime nel mobilitare gli investimenti privati, ridurre la frammentazione e rafforzare il mercato unico.

Il regime è concepito come un quadro modulare e digitalmente predefinito, che parte dal diritto societario e potrebbe estendersi ad aspetti specifici del diritto fallimentare, del diritto del lavoro e del diritto tributario. Esso completerà altre iniziative dell’UE, tra cui l’atto europeo sull’innovazione e il portafoglio europeo delle imprese.

Definizione del problema

L’iniziativa affronta il persistente frammentazione del diritto societario tra gli Stati membri, che aumenta i costi, la complessità e l’incertezza per le imprese che operano a livello transfrontaliero. Le norme nazionali divergenti in materia di costituzione, governance e funzionamento delle società ostacolano gli investimenti e impediscono alle start-up e alle scale-up di crescere a livello dell’UE.

Le imprese segnalano oneri amministrativi elevati, digitalizzazione limitata e requisiti di rendicontazione duplicati. Gli investitori devono affrontare complessità giuridiche e costi di transazione più elevati, mentre l’assenza di una forma societaria riconoscibile e affidabile a livello dell’UE mina la fiducia e gli investimenti transfrontalieri. Il risultato è un potenziale economico non sfruttato all’interno del mercato unico.

Impatti probabili

Il 28° regime dovrebbe andare a vantaggio delle imprese di tutta l’UE, in particolare delle PMI, delle start-up, delle scale-up e delle imprese innovative, fornendo un quadro semplificato e armonizzato per la costituzione, il funzionamento e gli investimenti delle società. Le procedure digitali predefinite renderanno più rapida e facile la creazione di imprese e l’attrazione di capitali.

Riducendo gli oneri amministrativi, la complessità giuridica e i costi di conformità, l’iniziativa rafforzerà la capacità delle imprese di espandersi oltre i confini nazionali.

Gli investitori, comprese le società di venture capital, beneficeranno di processi più chiari, standardizzati e digitalizzati, che faciliteranno gli investimenti transfrontalieri. Nel complesso, l’iniziativa dovrebbe sostenere la crescita economica, l’innovazione, la creazione di posti di lavoro e migliorare la competitività globale dell’UE.

Valutazione d’impatto e prossime tappe

Sarà effettuata una valutazione d’impatto per sostenere lo sviluppo dell’iniziativa e informare il processo decisionale della Commissione. L’adozione della proposta legislativa è prevista per il primo trimestre del 2026.

Conclusione

L’Europa ha lottato a lungo per conciliare unità e diversità. Il 28° regime offre una via da seguire, non attraverso un’armonizzazione imposta, ma attraverso una convergenza volontaria. Preserva la sovranità nazionale, dando alle aziende ambiziose la libertà di operare su scala continentale.

L’Europa non può permettersi un altro decennio di frammentazione mascherata da integrazione. È ora di portare a termine ciò che è stato iniziato.