La crescita degli Stati Uniti rallenta, l’inflazione aumenta

La crescita degli Stati Uniti ha subito un rallentamento nel quarto trimestre, mentre l'inflazione è aumentata, sollevando nuovi interrogativi sullo slancio dell'economia.

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Dopo diversi mesi di dati positivi, i nuovi dati economici pubblicati venerdì suggeriscono che l’economia statunitense potrebbe perdere slancio, anche se le condizioni di fondo rimangono relativamente solide rispetto agli standard internazionali.

Il Dipartimento del Commercio ha riferito che il prodotto interno lordo (PIL) è cresciuto a un tasso annualizzato dell’1,4% nel quarto trimestre, in calo rispetto al 4,4% del terzo trimestre. Il rallentamento è stato più ampio di quanto previsto da molti analisti ed è stato determinato dal calo della spesa pubblica, dall’indebolimento dei consumi e dal contributo più debole delle esportazioni nette.

Allo stesso tempo, l’inflazione misurata dall’indice delle spese per consumi personali (PCE), l’indicatore preferito dalla Federal Reserve, è salita al 2,9% a dicembre, superando sia il dato di novembre che l’obiettivo del 2% fissato dalla Fed. I dati complicano le aspettative di un taglio dei tassi di interesse nel breve termine.

Nel loro insieme, questi dati hanno riacceso il dibattito sulla traiettoria dell’economia nel 2026.

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Spesa pubblica ed effetto shutdown

Una parte significativa del rallentamento del quarto trimestre è derivata dalla riduzione della spesa pubblica, dovuta in gran parte allo shutdown del governo federale durato 43 giorni tra ottobre e novembre. Gli economisti stimano che lo shutdown abbia sottratto circa un punto percentuale alla crescita del PIL complessivo.

Poiché si prevede una ripresa della spesa pubblica, alcuni analisti considerano questo rallentamento temporaneo. In tal caso, la crescita del primo trimestre potrebbe registrare un rimbalzo meccanico con il ritorno alla normalità della spesa federale.

Le esportazioni nette perdono slancio

Le esportazioni nette, definite come esportazioni meno importazioni, sono rimaste sostanzialmente invariate nel quarto trimestre. Nel secondo e terzo trimestre, la riduzione del deficit commerciale aveva stimolato la crescita complessiva del PIL.

Tuttavia, tale miglioramento iniziale è stato influenzato da oscillazioni insolitamente ampie delle importazioni di prodotti farmaceutici e oro, nonché dalle fluttuazioni del dollaro. Con la stabilizzazione di tali effetti, il deficit commerciale si è nuovamente ampliato alla fine dell’anno, eliminando una precedente fonte di sostegno alla crescita.

Sebbene molti economisti non considerino il deficit commerciale di per sé intrinsecamente problematico, le fluttuazioni delle esportazioni nette possono avere un impatto significativo a breve termine sui dati trimestrali del PIL.

Rallentamento della spesa dei consumatori

La spesa dei consumatori, che rappresenta circa i due terzi dell’attività economica degli Stati Uniti, ha continuato a crescere, ma a un ritmo più lento. Nel quarto trimestre i consumi sono aumentati a un tasso annualizzato dell’1,5%, il dato più debole dall’inizio dell’anno e inferiore alle aspettative.

Alcuni analisti suggeriscono che la precedente forza della spesa potrebbe essere stata in parte determinata dall’accelerazione degli acquisti da parte delle famiglie in un contesto di incertezza politica, tra cui le previste modifiche tariffarie e i cambiamenti negli incentivi fiscali. Anche l’inflazione può incoraggiare i consumatori ad anticipare gli acquisti se prevedono un ulteriore aumento dei prezzi.

I dati recenti che mostrano un calo del tasso di risparmio delle famiglie e sondaggi più deboli sul sentiment dei consumatori hanno alimentato i timori che la crescita della spesa possa moderarsi ulteriormente se gli aumenti di reddito non accelerano.

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Gli investimenti rimangono forti

Un’area di continua forza è stata quella degli investimenti delle imprese, in particolare nei settori legati alla tecnologia e all’intelligenza artificiale. Gli investimenti tecnologici sono saliti a una quota record del PIL, riflettendo la spesa in conto capitale in corso nei data center, nelle infrastrutture dei semiconduttori e nei settori correlati.

Gli economisti osservano che una crescita sostenuta degli investimenti potrebbe contribuire a sostenere la produttività nel medio termine, anche se l’attività dei consumatori dovesse rallentare.

L’inflazione rimane al di sopra dell’obiettivo

L’aumento dell’inflazione PCE al 2,9% potrebbe rivelarsi più rilevante per la politica monetaria. Sebbene l’inflazione sia diminuita in modo significativo dal suo picco, gli ultimi dati suggeriscono che i progressi verso l’obiettivo del 2% della Fed potrebbero essere irregolari.

La Federal Reserve ha segnalato che le future decisioni sui tassi di interesse dipenderanno dai dati in arrivo. Una stabilizzazione o un nuovo aumento dell’inflazione potrebbero indurre i responsabili politici a ritardare o ridimensionare i tagli dei tassi previsti.

Incertezza giuridica sui dazi

Aggiungendosi agli sviluppi della settimana, la Corte Suprema ha stabilito che la maggior parte dei dazi applicati dall’ex presidente Donald Trump erano illegali. La decisione introduce incertezza sulla politica commerciale e sulle potenziali implicazioni fiscali, anche se gli effetti economici complessivi rimangono poco chiari.

La politica commerciale è stata un elemento centrale della recente strategia economica e le modifiche alle strutture tariffarie potrebbero influire sulle entrate pubbliche, sulle catene di approvvigionamento e sulle dinamiche dei prezzi, a seconda di come reagiranno i responsabili politici.

Prospettive

Nonostante il rallentamento, diversi indicatori rimangono relativamente solidi. La disoccupazione è bassa rispetto agli standard storici, i bilanci delle imprese sono generalmente stabili e la crescita sottostante, escluso l’effetto temporaneo della chiusura, sembra più vicina a un’espansione moderata che a una contrazione.

Tuttavia, la combinazione di una spesa dei consumatori più debole, esportazioni nette stabili e un’inflazione più forte ha modificato il tono delle valutazioni economiche. Se i dati del quarto trimestre rappresentino una pausa temporanea o l’inizio di una fase di raffreddamento più ampia dipenderà dall’andamento della domanda dei consumatori, dalle tendenze dell’inflazione, dalla politica fiscale e dalle condizioni globali nei mesi a venire.